Monachesimo benedettino

 

Contentus sit monachus!

(RB 7,49)

 

 

Nel suo disegno di salvezza universale, Dio ha distribuito liberamente i suoi doni per l’edificazione del Corpo di Cristo.

 

Tra questi carismi, riconosciuto dagli inizi della chiesa, vi è quello della vita monastica, che nasce dalla chiamata ad una totale consacrazione a Dio nella preghiera, nell’ascesi e nella comunione fraterna.

 

Tale vita è solo segno, inutile, gratuito e superfluo, eppure richiamo a tutta la comunità dei credenti.

 

 

...venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.

(Mc 12,42)

 


I monaci, assidui nell’ascolto della Parola, stabili nella comunità, solerti nel lavoro, separati e nondimeno in comunione con tutti, ripropongono le caratteristiche della comune vocazione battesimale.
Essi sanno di non servire a niente.

Cercando di seguire il Vangelo in modo radicale (RB Prol 21) la comunità monastica tende ad anticipare e a far presente la dimensione escatologica del mistero trinitario che è comunione piena con Dio e con i fratelli.

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